Strega da un racconto di Anton Čechov
Nov201617

 

15 dicembre ore 21.00
16 dicembre ore 21.00

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Regia di Olga Melnik
Luci: Samuele Batistoni
Personaggi e Interpreti:
Raisa – Marianna Maglione / Larthia Galli Nannini
Savelij – Gianni Monini / Fabio Deriu
Tempesta di neve – bambina – Yelena Krylova
Tempesta di neve – madre – Vera Striganova
Posiglione – Matteo Facenna
Vetturino – Vasco Bonechi

Liberi dalle convenzioni sociali e dalle forme, in una dismessa parrocchia della più fredda e remota Russia, Raisa, figlia del defunto sagrestano, sente il bisogno di liberare e dar sfogo a tutta la sua bellezza e a tutta l’energia dei suoi vent’anni. Sogna un mondo di colori, magari al fianco di un giovane ed affascinante ufficiale, accanto al quale alla sua viva bellezza e intelligenza sarebbe resa giustizia. Ma è prigioniera di una realtà e di un destino che ha posto al suo fianco il diacono Savelij, uomo estremamente ottuso, di misero aspetto e di scarsa brillantezza che vive con assoluta gelosia il rapporto con la moglie accusandola di essere strega e che nasconde ogni sua paura con un ossessivo rapporto con le figure religiose.
Savelij è un uomo verso cui la natura sembra non esser stata affatto generosa, ma nel suo profondo si cela amore, che il diacono, a causa della sua infelice forma e delle strette regole imposte dall’organizzazione sociale, non riesce a liberare.
Regole e forme che né Raisa né Savelij hanno stabilito e che hanno portato due individui incompatibili a un’unione infelice. E sono proprio queste regole e forme che impediscono a Raisa di accorgersi di quanto nel più profondo animo del suo consorte si nasconda un’ingenua purezza, e che non permettono a Savelij di liberare quanto di più meraviglioso ci ci sia in lui.
La convenzione sociale fa sì che Raisa non possa esaudire i suoi desideri fatti di musiche, colori e balli e ha reso un uomo pieno di paure, portandolo ad affrontare la realtà facendo affidamento unicamente su una cieca dedizione alla religione, distaccandolo dal mondo reale e rendendolo incapace di riconoscere ed onorare la bellezza e la brillantezza della propria moglie.
Ma un evento eccezionale, una bufera, fedele alleata della giovane, potrebbe permettere ai due di prendere consapevolezza l’uno dell’altro e potrebbe aprire un barlume di speranza capace di far affiorare una coscienza e un sentimento in grado di vincere ogni oppressione causata dalla convenzione sociale e dalla forma che rendono ogni creatura vittima e carnefice al tempo stesso.
 unnamed  Teatro LA FONTE
Via Roma, 368- Bagno a Ripoli
ATAF 23 ( Sorgane) + LINEA 24 ( La Fonte)
Ampio parcheggio gratuito
info/preno tel. 055-418084; 3475572347
centroteatro@alice.it
Ingresso: intero – 10 euro; ridotto – 8 euro

Superare l’eternità
Nov201614

spettacolo tratto da “La Tenerezza” di Henri Barbusse
Adattamento e Regia di Olga Melnik

ven.11 novembre ore 21.00
sab 12 novembre ore 20.00 con APERICENA su prenotazione
dom.13 novembre ore 16.00

Con Valentina Schiavi, Larthia Galli Nannini, Francesca Catarzi Leonardo Becucci, Stefano Montefalchi

Light designer : Samuele Batistoni
Video realizzati da Larthia Galli Nannini
Durata dello spettacolo: 60 min in un atto

Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana
[Vladimir Majakovskij]

Forse non tutti oggi conoscono Henri Barbusse, scrittore, poeta, giornalista, attivista politico, nato in Francia alla fine dell’800 fu uno dei maggiori esponenti della cultura francese degli anni venti.

Quando nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale malgrado l’età, la salute delicata e il convinto antimilitarismo, Barbusse parte volontario per il fronte ma dopo un anno viene congedato per gravi problemi polmonari. L’esperienza della trincea costituisce per Barbusse una rivelazione, imponendogli moralmente la denuncia dell’apocalisse a cui aveva assistito. Nasce così Le Feu (Il fuoco), dove l’autore mostra il crescente odio per il militarismo, fu questo infatti il primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutale esperienza della guerra e che ispirò tra gli altri “La Grande Guerra” di Monicelli.

Ma se qualcuno forse ora si è rammentato di Barbusse e della sua connotazione storica, certamente sarà ancora lontano dal conoscere il breve racconto epistolare dal titolo “La Tenerezza”.

Se non lo conoscete … meglio! Avrete la possibilità di entrare a teatro senza pregiudizi, senza fare paragoni, senza aspettative. Abbiamo solo voluto dare qualche accenno sull’autore perchè pensiamo sia importante sapere che nonostante la sua formazione culturale e politica, la sua esperienza in trincea e la salute cagionevole, sia per lui importante scrivere sulla “Tenerezza” e affidare il suo pensiero alla voce di una donna, in piena epoca decadentista.

Su questo vorremmo che vi soffermaste, sulla necessità di un uomo come Barbusse di scrivere della “Tenerezza”, sulla sua importanza in mondo martoriato, pieno di incongruenze, di fanatismi, di intolleranza, di urla, di scene strazianti.
Ieri come oggi. Gli scenari cambiano, la musica è la stessa.

Un breve racconto non cambierà tutto questo ma vi invitiamo a riflettere sulla vostra personale esperienza di Tenerezza, di questo modo di “sentire” …

Noi speriamo che questo “viaggio nel tempo” duri di più di un atto teatrale.

Forse non supererà l’eternità ma se riuscirà a superare la porta all’uscita del teatro e regalare delle sensazioni nuove a chi avrà la voglia e la possibilità di assistere a questo spettacolo saremo molto felici …
perchè siamo convinti che mai come oggi nel mondo ci sia bisogno di Tenerezza.

Teatro LA FONTE
via Roma, 368- Bagno a Ripoli
ATAF 23 e 8 (Sorgane) + LINEA 24 (La Fonte)
Ampio parcheggio gratuito
info&preno tel. 055-418084; 3475572347
centroteatro@alice.it
www.centroteatro.it
Ingresso: intero – 10 euro; ridotto – 8 euro

Ott201609

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Apriamo la nuova stagione COME AMORE con un classico della letteratura russa

ZIO VANJA
Scene della vita rurale di Anton Pavlovič Čechov

21 ottobre ore 21.00
22 ottobre ore 21.00
23 ottobre ore 16.00

Creazione e Regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni
Durata dello spettacolo : 120 min in 2 atti

PERSONAGGI & interpreti:

ALEKSANDR VLADIMIROVIÈ SEREBRJAKOV, professore in pensione- Gianni Monini
ELENA ANDREEVNA, sua moglie – Valentina Schiavi
SOF’JA ALEKSANDROVNA (SONJA), sua figlia – Ilaria Mulinacci
MARIJA VASIL’EVNA VOJNICKAJA, madre della prima moglie del professore –Francesca Catarzi
IVAN PETROVIÈ VOJNICKIJ, suo figlio – Samuele Batistoni MICHAIL L’VOVIÈ ASTROV, medico – Davide Papi
IL’JA IL’IÈ TELEGIN, proprietario terriero in miseria – Vasco Bonechi
MARINA, la vecchia balia –Tiziana Fusco

Ci sarà una casa nella nostra storia, un luogo che si è conquistato a fatica, al prezzo di sacrifici.
E c’è un Professore che torna ad abitarla con la sua seconda, bella, giovane moglie.
I personaggi di Zio Vanja sono tutti un po’ bislacchi a cominciare dall’omonimo protagonista che ha consumato la sua vita e, forse, il suo talento nell’amministrare la tenuta della sorella morta, sperduta nell’arretrata provincia russa, insieme alla nipote Sonja e al dottor Astrov, appassionato difensore di foreste. A rompere l’equilibrio di quell’eccentrica, ma operosa comunità è l’arrivo della coppia cittadina composta da Serebrjakòv, professore in pensione e padre di Sonja, e della giovane moglie Elena.
Ognuno è legato all’altro in modo unico, con fili che talvolta sorreggono e altre diventano troppo tesi e soffocanti. Fili che si intrecciano tessendo trame preziose e ricche di mille sfumature come la penna di Čechov ci ha abituato.
Ognuno prende una posizione nei confronti del tempo, di questa possibilità che ci scorre dalle mani – la nostra vita.
Nel farlo fino in fondo affrontano tanti temi: la politica, i sentimenti, il sacro… Alla fine ciascuno di loro avrà una risposta.

Il nostro “Zio Vanj sarà una preghiera che tenta di abbracciare il nostro passato, e ci spinge a parlare con gli uomini che verranno dopo di noi, e che non conosceremo, esattamente come ha fatto Anton Čechov rivolgendosi a noi – più di cento anni fa – scrivendo questa storia.
Lo facciamo da qui, dal XXI secolo, oggi, sul nostro palcoscenico.

TEATRO LA FONTE
via Roma, 368 – Bagno a Ripoli (FI)
info/ preno e prevendita tel. 055-418084; 3475572347;
e-mail: centroteatro@alice.it;
intero – 10 euro; ridotto – 8 euro

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