ZINGARI – spettacolo all’aperto
lug201603

GIOVEDI’ 7 LUGLIO alle ore 20.00

APERICENA e a seguire SPETTACOLO ALL’APERTO

nel giardino del Circolo ARCI LA FONTE (Gustavo Modena)

“ZINGARI” romanza teatrale

tratta dal poema di Aleksandr Sergeevič Puškin

Regia di Olga Melnik

Personaggi & Interpreti:
Vecchio Capo – Vasco Bonechi
Zemfira – Valentina Schiavi
Aleko – Samuele Batistoni
Mariula -Tiziana Fusco
Giovane Zingaro – Leonardo Becucci
Il clan degli Zingari : Vera Striganova, Matteo Facenna, Gianni Monini, Larthia Galli Nannini, Davide Papi, Yelena Krylova, Fabio Deriu, Veronika Yushkova

Questa è una romanza d’amore.
L’amore di un padre e di una figlia, di un uomo e di una donna, di un popolo per la libertà. LIBERTA’ … bella parola, evoca pensieri alti, poetici. Quale uomo non ne è attratto? Chi non la desidera? Ci affascina come una bella donna, ma proprio quando pensiamo di possederla, scopriamo che è solo un’illusione! Il nostro desiderio di mettere un anello intorno ad un dito o una bandiera su un pezzo di terra, in realtà non sempre ci appaga con la felicità. Spesso finiamo per essere schiavi della nostra stessa volontà di possedere. Ma noi, uomini “civilizzati”, potremmo mai sposare la libertà vera?
Saremmo capaci di non possedere nulla e nessuno?
Puškin scrive questo poemetto nel 1824 attingendo in questo caso ad un materiale realistico. Si dice che amasse recarsi negli accampamenti dei Rom per ascoltare i canti struggenti di una romnì, tale Tat’jana Dimitrovna, conosciuta come Tanja, della quale si innamorò perdutamente.
Aleko, il gağò protagonista, è quindi un personaggio autobiografico ma soprattutto ribalta le sorti, portando tutti noi “non rom” nella condizione di doversi integrare con questo popolo, avvolto ancora oggi da un alone di pregiudizi e di mistero.
Sarà seguendo Zemfira, figlia del vecchio capo della tribù, che Aleko troverà la speranza di “guarire” dalla sua condizione di eterno insoddisfatto: innamorandosi perdutamente di lei e dell’ idea di libertà che essa e la sua gente incarnano. Riuscirà Aleko a non provare rimpianto per quello che ha lasciato, a vivere alla giornata scoprendone la poeticità ma anche la durezza?
Potrà amare senza volere la libertà solo per se stesso?
Ognuno di noi è un po’ Aleko…
ognuno di noi risponderà al proprio cuore che chiede libertà…

Teatro LA FONTE
via Roma, 368- Bagno a Ripoli
ATAF 23 e 8 (Sorgane) + LINEA 24 (La Fonte)
Ampio parcheggio gratuito
info&preno tel. 055-418084; 3475572347
centroteatro@alice.it

Debutto a New York alla Rassegna Teatrale di Forcoli (PI)
giu201626

Il Centro di Teatro Internazionale parteciperà alla 19ma edizione

della Rassegna Teatrale “Mauro Monni”

martedì 28 giugno ore 21.30

con lo spettacolo

DEBUTTO a NEW YORK – scherzo musicale tratto da un racconto di O’Henry

Creazione e Regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni
Personaggi e Interpreti:
Elsie – Sara Savina
Padre/ impiegato – Gianni Monini
Poliziotto/cittadino – Matteo Facenna
Mister Brown – Vasco Bonechi
Cowboy Hank/ guardiano – Samuele Batistoni
Pasticciere/ Mormone – Stefano Montefalchi
Cittadine – Valentina Schiavi, Francesca Catarzi, Tessa Granato

 Nel cuore pulsante di New York, le candide Avenues diventano labirinti, per una smarrita ragazza di campagna come Elsie. Lei si perde in mezzo al fragore del sogno americano anni Cinquanta, in cerca di indirizzi, informazioni, di un cuore onesto e leale. La sua ultima speranza ha il nome di un certo “Mr. Brown”, che chiuderà per sempre le disavventure alle sue spalle. Forse…

Il tema è quello dell’incerto futuro dei giovani, la difficoltà di trovare un posto nel mondo e soprattutto di avventurarsi tra le insidie degli ambienti di lavoro. Oggi come ieri tante persone sono costrette da difficoltà economiche e politiche a lasciare il loro paese avventurandosi in cerca di un futuro migliore. Il personaggio di Elsie è come una figurina di cui troverete sempre un doppione negli album di storia, in particolare nelle pagine di questo periodo storico, dove la parola “lavoro” è come “uno spettro che si aggira per l’Europa”.
Il conflitto generazionale, tra l’entusiasmo innocente della gioventù bruciata dalla frustrante meschinità di chi ormai non ha più carte da giocare, la rapacità delle classi agiate e la trasparenza sui meccanismi ipocriti della società capitalista, sono gli scenari sociali di questo spettacolo, scenari intercambiabili per varie epoche e civiltà e quanto mai attuali.

Depliant 19 Rassegna Teatro Popolare 1Depliant 19 Rassegna Teatro Popolare 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mag201629

Proseguiamo la nostra stagione “Viaggio nel tempo” con una PRIMA assoluta

Superare l'eternitàSuperare l’eternità

spettacolo tratto da “La Tenerezza” di Henri Barbusse

Adattamento e Regia di Olga Melnik

21 e 22 giugno  ore 21.15

Forse non tutti oggi conoscono Henri Barbusse, scrittore, poeta, giornalista, attivista politico, nato in Francia alla fine dell’800 fu uno dei maggiori esponenti della cultura francese degli anni venti.

Quando nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale malgrado l’età, la salute delicata e il convinto antimilitarismo, Barbusse parte volontario per il fronte ma dopo un anno viene congedato per gravi problemi polmonari. L’esperienza della trincea costituisce per Barbusse una rivelazione, imponendogli moralmente la denuncia dell’apocalisse a cui aveva assistito. Nasce così Le Feu (Il fuoco), dove l’autore mostra il crescente odio per il militarismo, fu questo infatti il primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutale esperienza della guerra e che ispirò tra gli altri “La Grande Guerra” di Monicelli.

Ma se qualcuno forse ora si è rammentato di Barbusse e della sua connotazione storica, certamente sarà ancora lontano dal conoscere il breve racconto epistolare dal titolo “La Tenerezza”.

Se non lo conoscete … meglio! Avrete la possibilità di entrare a teatro senza pregiudizi, senza fare paragoni, senza aspettative. Abbiamo solo voluto dare qualche accenno sull’autore perchè pensiamo sia importante sapere che nonostante la sua formazione culturale e politica, la sua esperienza  in trincea e la salute cagionevole, sia per lui importante scrivere sulla “Tenerezza” e affidare il suo pensiero alla voce di una donna, in piena epoca decadentista.

Su questo vorremmo che vi soffermaste, sulla necessità di un uomo come Barbusse di scrivere sulla Tenerezza, sulla sua importanza in mondo martoriato, pieno di incongruenze, di fanatismi, di intolleranza, di urla, di scene strazianti. Ieri come oggi. Gli scenari cambiano, la musica è la stessa.

Un breve racconto non cambierà tutto questo ma vi invitiamo a riflettere sulla vostra personale esperienza di Tenerezza, di  questo modo di “sentire” …

Noi speriamo che questo “viaggio nel tempo” duri di più di un atto teatrale.

Forse non supererà l’eternità ma se riuscirà a superare la porta all’uscita del teatro e regalare delle sensazioni nuove a chi avrà la voglia e la possibilità di assistere a questo spettacolo saremo molto felici … perchè siamo convinti che mai come oggi nel mondo ci sia bisogno di Tenerezza.

 

 

 

 

 

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