Ott201516

 

Colpi di Scena

Teatro LA FONTE
via Roma, 368- Bagno a Ripoli
ATAF 23 ( Sorgane) + 24 ( Bagno a Ripoli)
Ampio parcheggio gratuito
info/preno tel. 055-418084; 3475572347
centroteatro@alice.it
Facebook: Amici del CTI
www.centroteatro.it
ingresso: intero- 10 Euro; ridotto – 8 Euro ( bambini )

Il Centro di Teatro Internazionale continua la sua
21-ma stagione “VIAGGIO NEL TEMPO”

PRIMA ASSOLUTA:

”COLPI DI SCENA”
brillante atto unico di Marcel Mithois

Creazione e Regia di Olga Melnik

Light designer: Samuele Batistoni

16 ottobre ore 21.15 ( ridotto per I soci COOP)

17 ottobre ore 20.00 (apericena su prenotazione entro il 16/10 tel. 055-418084; 3475572347)

18 ottobre ore 16.30

Anno della prima versione della produzione: 2001; tournee a Mosca -2001
Costumi: Nina Melnik
Interpreti:

Tiziana Fusco, Gianni Monini, Valentina Schiavi, Samuele Batistoni, Vasco Bonechi, Davide Papi , Olga Melnik

Va in scena la Fedra di Racine. Dietro le quinte, gli attori si spogliano degli abiti tragici per recitare una commedia degli equivoci in cui ridefiniscono le coordinate di un volubile quartetto amoroso. Per spogliarsi ancora una volta.

E un’altra ancora…
E un’altra ancora…
E un’altra ancora…

Da un atto unico di Marcel Mithois (Les coups de théâtre, 1961), una commedia sugli attori e la loro difficile arte del cambiamento, del compromesso, del gioco. Del colpo di scena
Note sull’autore e sull’opera
Marcel Mithois, drammaturgo francese contemporaneo, firma con questo brillante atto unico un’interessante prova di ‘teatro nel teatro’ nella quale si sofferma sul mondo degli attori e la loro difficile arte del cambiamento, del compromesso, del colpo di scena. Dietro le quinte della Fedra di Racine, in un incrocio di storie e tradimenti, metamorfosi e colpi di scena, i quattro personaggi, con la complicità dell’autore, allargano progressivamente il magico cerchio teatrale fino ad inglobarvi la regista, il tecnico delle luci, il pubblico, in un gioco senza fine. Finale aperto e a sorpresa, nello stile dell’happening.

MENU DELL’APERICENA
Tortiglioni al cinghiale agli aromi di bosco
Penne alla Matriciana di cinta senese
Risotto ai funghi porcini
Dolci vari
Acqua Vino Spumante
Prenotazione entro il 16/10 tel. 055-418084; 3475572347
Costo della serata teatrale:
intero – 16 Euro; bambini – 10 Euro

2 commenti

  1. Olga scrive:

    Cari miei! Cominciare la stagione e’ molto impegnativo! Ancor di più quando il tema della stagione VIAGGIO NEL TEMPO mi emoziona particolarmente. Ma voglio ringraziare infinitamente gli attori che con la loro generosità talentuosa l’hanno aperta la strada per proseguire coraggiosamente nel nostro percorso teatrale. COLPI DI SCENA e’ stato un inno all’arte dell’attore!

  2. “Colpi di scena” del Centro di Teatro Internazionale
    Un gioco e un dramma al tempo stesso. Attraversare l’assurdo per rilevare verità più sorprendenti della stessa immaginazione e della finzione. Lo spazio teatrale è dilatato e crea l’occasione per indagarne gli anfratti, dentro e fuori. La casa degli attori, si apre al pubblico, lo accoglie, lo invita … lo coinvolge. Questo sembrano fare il 2 mattatori che ricevono gli spettatori, e introducono la loro arte tramite vari citazioni. Ma le vere sorprese devono ancora arrivare. Un tecnico pedante e brufoloso interrompe l’idillio e riporta alla realtà in un giuoco apparente dei ruoli che diverte e spiazza al contempo il pubblico. E’ giunto il momento di entrare in platea, dove troviamo una strana atmosfera. Infatti tutto sembra cristallizzato, come nelle favole. Il teatro pare quasi abbandonato, le sedute sono coperte da lenzuoli bianchi, tutto fa pensare a un luogo chiuso da tempo e a questo punto verrebbe da chiedersi se ci sarà o meno qualcosa da vedere … sogno o son desto? Ma già si è istaurata la magia e i teatranti hanno rapito il loro pubblico … non sarà difficile portare alcuni spettatori sul palco, a farli sedere sullo sfondo nero dopo avere attraversato i camerini degli artisti ancora in desabillé. La prima scena inizia con la Fedra, una tragedia quindi? Eppure il clima, seppur intenso ed enfatico, è sdrammatizzato dalle pile consegnate agli spettatori seduti sul palco per illuminare gli attori. Questo atto dissacrante, inizialmente fatto timidamente, diventa un gioco e uno spasso reciproco. Gli attori sono li vicino a noi, con il loro respiro, il loro sudore, tutto così reale. Mentre il resto del pubblico seduto in sala viene visto da una prospettiva nuova, diventa esso stesso spettacolo, in un capovolgimento delle abitudini e un rovesciamento dei ruoli. La scena greca finisce con gli applausi registrati di una immensa platea virtuale. Le pareti, come porte girevoli di un grande albergo, fanno cambio ambiente e ci ritroviamo nei camerini degli attori per ascoltare le storie delle loro miserie, dei lori amori, delle loro gelosie e partecipare alla loro esperienza di vita. I personaggi/attori ci chiedono di intervenire e di dire la nostra sulle vicende raccontate … Poi improvvisano sulle nostre risposte con beffarda ironia … e la farsa continua in un vortice di balli e colpi di scena, appunto, che ci catapultano avanti nel tempo fino a ritrovare i nostri artisti invecchiati e ricurvi nei loro caratteri, nei loro clichè … semmai accentuati dal tempo e piegati dalla vita, ma ancora insieme a discutere con l’autore. Quest’ultimo, figura dalle ambigue vesti, si ritrova coinvolto in un acceso battibecco dove lotta per mantenere il suo ruolo, ma gli attori sembrano avere la meglio. E’ sera, tutti se ne vanno, tutto pare finito… In scena rimane solo il tecnico del teatro, apparente icona dell’antitesi dell’artista. E’ proprio lui ci dona l’ennesima sorpresa. Infatti in un commovente monologo che lo trasforma in un malinconico clown, svela il suo amore nascosto. Ecco che lo raggiungono i suoi compagni di viaggio tristi ma allegri, giocosi e buffoni… in cerca di un bacio e un sorriso del pubblico … I clown sono l’epilogo di questa piece meta-teatrale del drammaturgo francese Marcel Mithois, riletta dalla regia di Olga Melnik. Opera dove gli attori trovano ampio respiro per esprimere la propria arte sotto molteplici forme. Infatti si passa dalle tensioni e le enfasi drammatiche della drammaturgia greca, al cabaret, alla farsa, alla commedia degli equivoci ed i infine alla clownerie.
    Una ellisse meta-teatrale che attraversa la foresta della moderna ironia dell’assurdo, della crudeltà delle dinamiche relazionali fino a ritornare bambini in un eterno circo della vita che ricomincia. Alla Munchenbach

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