GIORNATA DELLA MEMORIA

Centro Teatro/ gennaio 11, 2017/ Archivio Spettacoli

In occasione della GIORNATA della MEMORIA il Centro di Teatro Internazionale propone lo spettacolo

Preghiera commemorativa

commedia amara ispirata alla “Storia di Tewje il lattivendolo” di Sholem Aleichem
Riduzione, adattamento e regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni

Durata dello spettacolo in 2 atti : 120 min.

venerdi 20 gennaio ore 21.00 – Evento a scopo benefico a favore della Famiglia Mantione con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli

sabato 21 gennaio ore 21.00 APERICENA dalle 19.30 su prenotazione entro il 20/01

domenica 22 gennaio ore 16.00

venerdì 27 gennaio ore 21.00 – GIORNATA DELLA MEMORIA

PERSONAGGI& interpreti:
Tevje – Vasco Bonechi
Golda, sua moglie -Tiziana Fusco
Stepan – Gianni Monini
Menachem – Samuele Batistoni
Sergente – Matteo Facenna
“Peperoncino” – Fabio Deriu
Motl- Gianluca D’Indico
Fedor – Davide Papi
Oksana, moglie del sergente – Vera Striganova
Macellaio Leizer- Volf – Stefano Montefalchi
Figlie di Tevje: Lucia Callisto/ Francesca Catarzi, Ilaria Mulinacci, Romana Rocchino, Elena Paglicci, Marina Meoni
Rivoluzionaria- Francesca Catarzi/Lucia Callisto
Contadino russo – Osvaldo Di Cuffa
Rabbino – Ciro Bencivenga
Berta- Nina Melnik


Una storia semplice ha il senso profondo e tragico – sul destino degli ebrei in Russia/Ucraina zarista, sulla loro vita, su cui e` passata la ruota sanguinaria dei pogrom del 1905. Allo stesso tempo, nello spettacolo si affrontano i temi che sono vicini a persone di tutte le nazionalità: la felicità, l’amore, la ricerca di Dio e il loro posto in questo mondo. “La felicità ci viene incontro. Siamo nella una direzione, ma lei è in un altra …” Questa frase è diventata un punto chiave nel gioco, perché si dice che ognuno deve passare attraverso la sofferenza…
Spettacolo corale sul conflitto e le sue varie nature, Preghiera commemorativa è la storia, raccontata per mezzo di una recitazione spontanea e sentita, di una famiglia e di un popolo, del passaggio da una società patriarcale a una società paritaria, del salto da religiosità ad ateismo.
Il dramma di un padre che vede le figlie disubbidire alla sua volontà, di una moglie che perde la vita e di una persecuzione secolare che lo costringe a lasciare la sua terra, tutto questo è riuscito a toccare l’intimità, la parte spirituale degli spettatori.
La narrazione acquista forza e vivacità grazie al contrasto tra humour e pathos, mentre la rievocazione dei rituali ebraici, le musiche, gli attimi silenziosi che precedono o seguono i momenti importanti dell’azione scenica mantengono alta la tensione e riescono ad emozionare, che è in fin dei conti lo scopo del teatro. Uno spettacolo da vedere!
“Presso la mia tomba, a ogni anniversario della mia morte possa il figlio che mi rimane, e così anche i miei cognati, se lo desiderano,leggere per me un’orazione funebre. E se per loro leggere l’orazione non rappresenterà un particolare desiderio, o se il tempo non glielo permetterà, o se questo andrà contro le loro opinioni religiose, allora potranno limitarsi a riunirsi, insieme alle mie figlie, ai miei nipoti e ai buoni amici soltanto, e leggeranno questo mio testamento, e sceglieranno un qualsiasi racconto tra i miei più divertenti, e lo leggeranno ad alta voce in una qualsiasi lingua da loro conosciuta, e così possa il mio nome essere ricordato da loro, meglio con una risata piuttosto che con un banchetto funebre …” Sholem Aleichem, da “Testamento”, 1915