Superare l’eternità
Nov201614

spettacolo tratto da “La Tenerezza” di Henri Barbusse
Adattamento e Regia di Olga Melnik

ven.11 novembre ore 21.00
sab 12 novembre ore 20.00 con APERICENA su prenotazione
dom.13 novembre ore 16.00

Con Valentina Schiavi, Larthia Galli Nannini, Francesca Catarzi Leonardo Becucci, Stefano Montefalchi

Light designer : Samuele Batistoni
Video realizzati da Larthia Galli Nannini
Durata dello spettacolo: 60 min in un atto

Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana
[Vladimir Majakovskij]

Forse non tutti oggi conoscono Henri Barbusse, scrittore, poeta, giornalista, attivista politico, nato in Francia alla fine dell’800 fu uno dei maggiori esponenti della cultura francese degli anni venti.

Quando nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale malgrado l’età, la salute delicata e il convinto antimilitarismo, Barbusse parte volontario per il fronte ma dopo un anno viene congedato per gravi problemi polmonari. L’esperienza della trincea costituisce per Barbusse una rivelazione, imponendogli moralmente la denuncia dell’apocalisse a cui aveva assistito. Nasce così Le Feu (Il fuoco), dove l’autore mostra il crescente odio per il militarismo, fu questo infatti il primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutale esperienza della guerra e che ispirò tra gli altri “La Grande Guerra” di Monicelli.

Ma se qualcuno forse ora si è rammentato di Barbusse e della sua connotazione storica, certamente sarà ancora lontano dal conoscere il breve racconto epistolare dal titolo “La Tenerezza”.

Se non lo conoscete … meglio! Avrete la possibilità di entrare a teatro senza pregiudizi, senza fare paragoni, senza aspettative. Abbiamo solo voluto dare qualche accenno sull’autore perchè pensiamo sia importante sapere che nonostante la sua formazione culturale e politica, la sua esperienza in trincea e la salute cagionevole, sia per lui importante scrivere sulla “Tenerezza” e affidare il suo pensiero alla voce di una donna, in piena epoca decadentista.

Su questo vorremmo che vi soffermaste, sulla necessità di un uomo come Barbusse di scrivere della “Tenerezza”, sulla sua importanza in mondo martoriato, pieno di incongruenze, di fanatismi, di intolleranza, di urla, di scene strazianti.
Ieri come oggi. Gli scenari cambiano, la musica è la stessa.

Un breve racconto non cambierà tutto questo ma vi invitiamo a riflettere sulla vostra personale esperienza di Tenerezza, di questo modo di “sentire” …

Noi speriamo che questo “viaggio nel tempo” duri di più di un atto teatrale.

Forse non supererà l’eternità ma se riuscirà a superare la porta all’uscita del teatro e regalare delle sensazioni nuove a chi avrà la voglia e la possibilità di assistere a questo spettacolo saremo molto felici …
perchè siamo convinti che mai come oggi nel mondo ci sia bisogno di Tenerezza.

Teatro LA FONTE
via Roma, 368- Bagno a Ripoli
ATAF 23 e 8 (Sorgane) + LINEA 24 (La Fonte)
Ampio parcheggio gratuito
info&preno tel. 055-418084; 3475572347
centroteatro@alice.it
www.centroteatro.it
Ingresso: intero – 10 euro; ridotto – 8 euro

Mag201629

Proseguiamo la nostra stagione “Viaggio nel tempo” con una PRIMA assoluta

Superare l'eternitàSuperare l’eternità

spettacolo tratto da “La Tenerezza” di Henri Barbusse

Adattamento e Regia di Olga Melnik

21 e 22 giugno  ore 21.15

Forse non tutti oggi conoscono Henri Barbusse, scrittore, poeta, giornalista, attivista politico, nato in Francia alla fine dell’800 fu uno dei maggiori esponenti della cultura francese degli anni venti.

Quando nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale malgrado l’età, la salute delicata e il convinto antimilitarismo, Barbusse parte volontario per il fronte ma dopo un anno viene congedato per gravi problemi polmonari. L’esperienza della trincea costituisce per Barbusse una rivelazione, imponendogli moralmente la denuncia dell’apocalisse a cui aveva assistito. Nasce così Le Feu (Il fuoco), dove l’autore mostra il crescente odio per il militarismo, fu questo infatti il primo romanzo a proporre una testimonianza realistica sulla brutale esperienza della guerra e che ispirò tra gli altri “La Grande Guerra” di Monicelli.

Ma se qualcuno forse ora si è rammentato di Barbusse e della sua connotazione storica, certamente sarà ancora lontano dal conoscere il breve racconto epistolare dal titolo “La Tenerezza”.

Se non lo conoscete … meglio! Avrete la possibilità di entrare a teatro senza pregiudizi, senza fare paragoni, senza aspettative. Abbiamo solo voluto dare qualche accenno sull’autore perchè pensiamo sia importante sapere che nonostante la sua formazione culturale e politica, la sua esperienza  in trincea e la salute cagionevole, sia per lui importante scrivere sulla “Tenerezza” e affidare il suo pensiero alla voce di una donna, in piena epoca decadentista.

Su questo vorremmo che vi soffermaste, sulla necessità di un uomo come Barbusse di scrivere sulla Tenerezza, sulla sua importanza in mondo martoriato, pieno di incongruenze, di fanatismi, di intolleranza, di urla, di scene strazianti. Ieri come oggi. Gli scenari cambiano, la musica è la stessa.

Un breve racconto non cambierà tutto questo ma vi invitiamo a riflettere sulla vostra personale esperienza di Tenerezza, di  questo modo di “sentire” …

Noi speriamo che questo “viaggio nel tempo” duri di più di un atto teatrale.

Forse non supererà l’eternità ma se riuscirà a superare la porta all’uscita del teatro e regalare delle sensazioni nuove a chi avrà la voglia e la possibilità di assistere a questo spettacolo saremo molto felici … perchè siamo convinti che mai come oggi nel mondo ci sia bisogno di Tenerezza.