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SABATO 17 giugno alle ore 21.15

SPETTACOLO ALL’APERTO nel giardino de “IL BOSCHETTO” (Via di Soffiano, 11, 50133 Firenze)

Per informazioni 331 8306254

“ZINGARI” romanza teatrale

tratta dal poema di Aleksandr Sergeevič Puškin

Regia di Olga Melnik

 

Personaggi & Interpreti:
Vecchio Capo – Vasco Bonechi
Zemfira – Valentina Schiavi
Aleko – Samuele Batistoni
Mariula -Tiziana Fusco
Giovane Zingaro – Leonardo Becucci
Il clan degli Zingari : Vera Striganova, Matteo Facenna, Gianni Monini, Larthia Galli Nannini, Davide Papi, Yelena Krylova, Fabio Deriu, Veronika Yushkova

Questa è una romanza d’amore.
L’amore di un padre e di una figlia, di un uomo e di una donna, di un popolo per la libertà. LIBERTA’ … bella parola, evoca pensieri alti, poetici. Quale uomo non ne è attratto? Chi non la desidera? Ci affascina come una bella donna, ma proprio quando pensiamo di possederla, scopriamo che è solo un’illusione! Il nostro desiderio di mettere un anello intorno ad un dito o una bandiera su un pezzo di terra, in realtà non sempre ci appaga con la felicità. Spesso finiamo per essere schiavi della nostra stessa volontà di possedere. Ma noi, uomini “civilizzati”, potremmo mai sposare la libertà vera?
Saremmo capaci di non possedere nulla e nessuno?
Puškin scrive questo poemetto nel 1824 attingendo in questo caso ad un materiale realistico. Si dice che amasse recarsi negli accampamenti dei Rom per ascoltare i canti struggenti di una romnì, tale Tat’jana Dimitrovna, conosciuta come Tanja, della quale si innamorò perdutamente.
Aleko, il gağò protagonista, è quindi un personaggio autobiografico ma soprattutto ribalta le sorti, portando tutti noi “non rom” nella condizione di doversi integrare con questo popolo, avvolto ancora oggi da un alone di pregiudizi e di mistero.
Sarà seguendo Zemfira, figlia del vecchio capo della tribù, che Aleko troverà la speranza di “guarire” dalla sua condizione di eterno insoddisfatto: innamorandosi perdutamente di lei e dell’ idea di libertà che essa e la sua gente incarnano. Riuscirà Aleko a non provare rimpianto per quello che ha lasciato, a vivere alla giornata scoprendone la poeticità ma anche la durezza?
Potrà amare senza volere la libertà solo per se stesso?
Ognuno di noi è un po’ Aleko…
ognuno di noi risponderà al proprio cuore che chiede libertà…

DEBUTTO a NEW YORK – scherzo musicale tratto da un racconto di O’Henry
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Continuiamo la Stagione “Viaggio nel tempo” proponendo uno spettacolo musicale tratto da un racconto di O’Henry,  ambientato nell’America degli anni ’50

12541028_1138193136193700_6993366662866993248_nCreazione e Regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni

Personaggi e Interpreti:
Elsie – Sara Savina
Padre/ impiegato – Gianni Monini
Poliziotto/cittadino – Matteo Facenna
Mister Brown – Vasco Bonechi
Cowboy Hank/ guardiano – Samuele Batistoni
Pasticciere/ Mormone – Stefano Montefalchi
Cittadine – Valentina Schiavi, Francesca Catarzi, Tessa Granato


 

 

 

Venerdì 4 marzo ore 21.15 (ridotto per i soci Coop)
Sabato 5 marzo ore 21.15
Domenica 6 marzo ore 17.30 con apericena a seguire (solo su prenotazione entro il 5/03) 

 

>> 8 marzo FESTA DELLA DONNA

>>REPLICA STRAORDINARIA CON APERICENA dalle ore 20.00

Costo della serata teatrale con l’apericena:
intero – 16 Euro; bambini entro 12 anni – 10 Euro

INFO & PRENOTAZIONI : tel. 347 5572347

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Nel cuore pulsante di New York, le candide Avenues diventano labirinti, per una smarrita ragazza di campagna come Elsie. Lei si perde in mezzo al fragore del sogno americano anni Cinquanta, in cerca di indirizzi, informazioni, di un cuore onesto e leale. La sua ultima speranza ha il nome di un certo “Mr. Brown”, che chiuderà per sempre le disavventure alle sue spalle. Forse…

Il tema è quello dell’incerto futuro dei giovani, la difficoltà di trovare un posto nel mondo e soprattutto di avventurarsi tra le insidie degli ambienti di lavoro. Oggi come ieri tante persone sono costrette da difficoltà economiche e politiche a lasciare il loro paese avventurandosi in cerca di un futuro migliore. Il personaggio di Elsie è come una figurina di cui troverete sempre un doppione negli album di storia, in particolare nelle pagine di questo periodo storico, dove la parola “lavoro” è come “uno spettro che si aggira per l’Europa”.
Il conflitto generazionale, tra l’entusiasmo innocente della gioventù bruciata dalla frustrante meschinità di chi ormai non ha più carte da giocare, la rapacità delle classi agiate e la trasparenza sui meccanismi ipocriti della società capitalista, sono gli scenari sociali di questo spettacolo, scenari intercambiabili per varie epoche e civiltà e quanto mai attuali.

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