Ott201609

ziovanja

 

Apriamo la nuova stagione COME AMORE con un classico della letteratura russa

ZIO VANJA
Scene della vita rurale di Anton Pavlovič Čechov

21 ottobre ore 21.00
22 ottobre ore 21.00
23 ottobre ore 16.00

Creazione e Regia di Olga Melnik
Light designer: Samuele Batistoni
Durata dello spettacolo : 120 min in 2 atti

PERSONAGGI & interpreti:

ALEKSANDR VLADIMIROVIÈ SEREBRJAKOV, professore in pensione- Gianni Monini
ELENA ANDREEVNA, sua moglie – Valentina Schiavi
SOF’JA ALEKSANDROVNA (SONJA), sua figlia – Ilaria Mulinacci
MARIJA VASIL’EVNA VOJNICKAJA, madre della prima moglie del professore –Francesca Catarzi
IVAN PETROVIÈ VOJNICKIJ, suo figlio – Samuele Batistoni MICHAIL L’VOVIÈ ASTROV, medico – Davide Papi
IL’JA IL’IÈ TELEGIN, proprietario terriero in miseria – Vasco Bonechi
MARINA, la vecchia balia –Tiziana Fusco

Ci sarà una casa nella nostra storia, un luogo che si è conquistato a fatica, al prezzo di sacrifici.
E c’è un Professore che torna ad abitarla con la sua seconda, bella, giovane moglie.
I personaggi di Zio Vanja sono tutti un po’ bislacchi a cominciare dall’omonimo protagonista che ha consumato la sua vita e, forse, il suo talento nell’amministrare la tenuta della sorella morta, sperduta nell’arretrata provincia russa, insieme alla nipote Sonja e al dottor Astrov, appassionato difensore di foreste. A rompere l’equilibrio di quell’eccentrica, ma operosa comunità è l’arrivo della coppia cittadina composta da Serebrjakòv, professore in pensione e padre di Sonja, e della giovane moglie Elena.
Ognuno è legato all’altro in modo unico, con fili che talvolta sorreggono e altre diventano troppo tesi e soffocanti. Fili che si intrecciano tessendo trame preziose e ricche di mille sfumature come la penna di Čechov ci ha abituato.
Ognuno prende una posizione nei confronti del tempo, di questa possibilità che ci scorre dalle mani – la nostra vita.
Nel farlo fino in fondo affrontano tanti temi: la politica, i sentimenti, il sacro… Alla fine ciascuno di loro avrà una risposta.

Il nostro “Zio Vanj sarà una preghiera che tenta di abbracciare il nostro passato, e ci spinge a parlare con gli uomini che verranno dopo di noi, e che non conosceremo, esattamente come ha fatto Anton Čechov rivolgendosi a noi – più di cento anni fa – scrivendo questa storia.
Lo facciamo da qui, dal XXI secolo, oggi, sul nostro palcoscenico.

TEATRO LA FONTE
via Roma, 368 – Bagno a Ripoli (FI)
info/ preno e prevendita tel. 055-418084; 3475572347;
e-mail: centroteatro@alice.it;
intero – 10 euro; ridotto – 8 euro